giovedì 27 maggio 2010

Piccole donne crescono


La MSGP non e' piu' tanto piccola. Al compimento del quarto anno di eta' qui i bimbi vengono promossi da peuter (bimbo piccolo) a kleuter (bambino punto e basta). E i kleuters, si sa, vanno a SCUOLA.
Il rito di passaggio e' particolarmente selvaggio: si festeggia il compleanno all'asilo nido, con una grande corona di carta crespa colorata con il marchio "4" bene in evidenza, ed il giorno dopo si va a SCUOLA.
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Sono sicura che ci sono 100 ragioni pedagogiche per questo drastico passaggio, ma non mi aiutano a lottare contro l'imprinting tramandato da generazioni e generazioni di mamme italiche (e pensare che sarei una pessima chioccia), restie ai cambiamenti e sempre e comunque convinte che nessuno sappia occuparsi dei pargoli bene come 'a mamma...
Da bravi italo-nipponici non ancora convertiti al nederlandismo, abbiamo fatto un po' di pastrocci: non si capiva bene se dovessimo contattarla noi la scuola dove sta iscritta o se dovessimo aspettare loro, mentre all'asilo nido sono fiscali: disdetta TRE MESI prima del termine...e poi c'e' l'aggravante del doposcuola (un altra botta all'ideale italico di mamma-chioccia, e tanti sensi di colpa che, gia' lo so, mi accompagneranno fino alla tomba). Insomma, mi sono ingarbugliata e la piccola e' rimasta un mese in piu' al nido...ma questa e' davvero l'ultima settimana dell'ultimo mese dell'ultimo anno.
Dopo una serie di giornate di inserimento (3), e' stato dichiarato che la MSGP e' pronta. La mamma, come al solito, un po' meno...sono in ansia da lunchbox, in ansia da maestra, in ansia da olandese (che so parlare ma che e' comunque lingua straniera...), mi pare di essere la peggior mamma del mondo, mi sento totalmente persa, e in questo marasma mi tocca far forza ad una creatura di 4 anni che coraggiosamente indossa il suo zainetto-apetta e varca la soglia di questo nuovo, inesplorato mondo. mhmm...che bella coppia!
Tralasciamo l'olandese-lingua-straniera per ora, ed anche l'ansia da maestra (non la conosco ancora)...resta comunque il fatto che improvvisamente le mie esperienze di bambina non servono a un cavolo: non ho mai avuto una lunch-box in vita mia, ho avuto la fortuna di una mamma a casa che mi aspettava. il pranzo era pronto e fumante sul tavolo tutti i giorni (evvai con i sensi di colpaaaaaaaaaaaaa). il MGP, al contrario, viene da un paese che ha fatto della Obento un arte, una gioia per gli occhi e per il palato...in Kikkerland invece eccellono in...ehm...semplicita': non si scappa dalle due fette di pane con in mezzo la fetta di formaggio, accompagnato da mela e bicchiere di latte. un po' triste, no? Mi sveglio alle 6.30 del mattino gia' pensando a cosa mettere nella maledetta scatoletta. Si puo' mettere qualcosa di dolce? in alcune scuole e' proibito...per ora facciamo panini al "formaggino della nonna" e mortadella, il contorno in genere e' a base di cubetti di cetriolo (niente a che vedere con quello italiano, qui i cetrioli sanno di buccia di anguria). Oggi ci ho nascosto anche un quartino di panino con la marmellata...
mi sono promessa solennemente di includere la lunchbox della MSGP al menu' settimanale...meno male che ho ancora fino a domenica per studiare le abitudini locali.
e sempre in tema di mamma-chioccia: come si fa a mandare i bimbi al doposcuola senza sentirsi il cuore che ti si sgretola? Ma sto facendo la cosa giusta? Chi cacchio me lo fa fare di penare per una carriera scientifica che non va e che tanto non mi interessa e che e' totalmente inconciliabile con l'avere famiglia, per perdermi questi momenti preziosi con mia figlia che se ne sta parcheggiata al doposcuola?

insomma, e' evidente che quella con un disperato bisogno di "wennendagjes" e' la mamma. Si, perche' la diavoletta l'ha presa bene, si sente proprio GRANDE: per mesi ha visto me e il MGP avvolgere la magica scatoletta nel furoshiki, e finalmente puo' partecipare al rituale mattutino...Piccole donne crescono.
E' davvero brava: nonostante NESSUNO dei suoi amichetti dell'asilo sia a scuola con lei, ha gia' una serie di nuovi amici di cui va molto orgogliosa. Ci sono, a quanto pare, ben DUE Daniel nella sua classe, e una bimba, Talla, con la quale gioca volentieri. salutarsi la mattina e' ancora un po' difficile, ma non mi pare che gli altri piccoli se la cavino poi tanto meglio.


MFSJ is not that little anymore. When they turn 4, kids are promoted: from peuters (toddler) to kleuters (kid). And the kleuters, it's a fact, go to SCHOOL.
the rite of passage is quite gruesome: you celebrate the birthday at daycare, with a majestic paper crown marked by the sign of four, and the day after off you go, time for school.
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I am sure there are at least 100 pedagogic reasons for this type of passage, but tehy don't help me one little bit in fighting the imprinting of generations and generations if italic mothers (And come to think of it, I'd be such a terrible full-time mom): resistant to change and always convinced that NO-ONE can take care of their offspring as well as tehy do.
We are still italo-japaneses not yet converted to the nederlandic culture, so we did make a mess of things: we didn't understand if it was the school we listed MFSJ in who had to call us, or if we had to call them, but at daycare they were adamant: cancel the contract AT LEAST three months before the end (but what do you cancel if you don't know when she REALLY starts?)...and I'll leave the problem of the BSO (buitenschoolse opvang, afterschool care) for the next post: another big blow to italic motherhood ideals, so much guilt to last me a lifetime! I'm sure it will be with me until the rest of my days). Anyway: we messed it up and MFSJ remained in daycare one month too long. but this is really the last week of the last month of the last year.
After a series (3) of getting-used-to days, it was declared that MFSJ is ready for school. No-one thought of testing the mother, right? I'm a nervous wreck: I've got lunch-box stress, juf (teacher)-stress and foreign-language-stress (I do speak dutch, but it's still very foreign to me)...I'm covinced to be the worse mother on earth, I'm totally lost, and while being totally lost I still must hold the hand of a 4-year old creature who very bravely walks through the door with her little bee-backpack on her shoulders. what a couple!
Let's forget for a moment about the foreign language and and the juf-stress...the fact remains that all of a sudden NONE of my experiences as a child will help my little one: I never had a lunchbox during my school years! I always had mummy waiting at home for me (aaaaaaaaah....here goes more guilt). MFJ, on the other hand, comes from lunch-box heaven: Obentos are a joy, not only for the eyes! where in kikkerland, though, tehy excel in...ehm, semplicity? You can't avoid the two slices of bread with the one slice of cheese, accompanied by the one apple and the one glass of milk. sad, I know...but we can't risk lunch-box ostracism, right? I get up at 6.30 and I am already thinking about what to put in the wretched plastic box! Can you put also something sweet? in some schools it is forbidden...for now I invented little sandwhices with "grandma's cheese" and mortadella, with a little side dish of cucumber cubes (so different in taste from the italian ones...here they taste like the white skin of watermelons). Last time I secretly added a piece of sandwhich with jam...
I also promised solemnly to myself to add the MFSJ's lunchbox to the weekly menu...thank God I've got still until next week to study the local habits.

and while we are on the topic of italic mothers: how do you send your kids to the afterschool without getting your heart all crubled down at the bottom of your chest? Why on earth to I torture myself for a non-existing scientific career for which I don't care and that is totally impossible to reconcile with having a family? why do I torture myself knowing that I am missing out on precious moments spent with my daughter, parked at the BSO?

it's more than evident to me that the one in desperate need of "wennendagjes" is mommy. Yes, because you see: MFSJ is doing great! She feels all grown up because she can partecipate to the morning ritual of wrapping the lunchbox in the furoshiki...Little women grow up!
She is really brave: despite not having any kid from daycare currently in her class, she found new friends of which she is really proud. there are two Daniels and a girl, Talla, with whom she plays the most. Saying goodbye in the morning is still quite difficult, but if I look closely, the other kids are not doing much better!

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2 commenti:

Raimondo ha detto...

Un semplice commento non e' sufficiente per gioire di questi momenti indimenticabili. Ringrazio di esserne messo al corrente e sono fiero di poter partecipare, anche se da lontano, a queste affascinanti nuove esperienze. Manu hai descritto con vero amore materno cio' che e' successo e cio' che hai provato. Il disegno ed il sorriso di Corinna sono certezza e garanzia di prossime soddisfazioni e sicuri successi. Avanti cosi', con affetto, Raimondo.

manu ha detto...

Grazie Raimondo!